Darkwing zero contest, i vincitori!

Ragazzi, da non credere. Decine di tributi sono stati inviati per questo primo contest, per un progetto così giovane si tratta di un risultato oltre ogni aspettativa! Ci avete davvero fatto sognare, non credevamo che Darkwing potesse colpire l’immaginazione di tanti artisti. Come prima cosa desideriamo inviare un enorme GRAZIE a tutti quanti per aver preso parte a quest’iniziativa volta a valorizzare una nuova saga fantasy italiana che sta emergendo sempre più, ora anche grazie al vostro contributo.

Ci sono pervenuti elaborati di tutti i tipi, con stili molto diversi e i più vari livelli di abilità, e anche se alcuni sono emersi chiaramente come i migliori, scegliere tra di essi è stato tutt’altro che facile. La selezione finale non è stata dettata solo da criteri qualitativi, ma anche da esigenze di tipo editoriale, in altre parole è stato valutato anche quanto l’elaborato rispondeva alle necessità del progetto, senza nulla togliere alla bellezza di alcune illustrazioni che ci hanno lasciato letteralmente a bocca aperta e che purtroppo non abbiamo potuto scegliere solo perché non erano le più adatte. Come in ogni gara che si rispetti, ci sono stati imprevisti, sorprese, favoriti e clamorose rimonte.

Alcuni dei partecipanti sono stati artisti amici, tuttavia ci teniamo a sottolineare che la scelta del vincitore è avvenuta secondo criteri assolutamente estranei al nostro rapporto personale con i candidati; perciò ci auguriamo da un lato che nessuno abbia motivo di contestare la nostra decisione, dall’altro che nessuno rimanga male per non essere stato scelto a dispetto dell’amicizia. Detto questo, rullo di tamburi… Continua a leggere

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Tutti a Narnia

Domani inizia Narnia Fumetto e non mancheremo a questo appuntamento! Intanto, ai partecipanti del contest ricordiamo che la scadenza è stata prorogata all’8 settembre, perciò i ritardatari hanno ancora tre giorni per inviare il loro elaborato per Darkwing #0. I vincitori verranno annunciati al nostro ritorno dalla fiera, il giorno 9 settembre, via mail, sul blog e sulla pagina facebook.

A beneficio di chi trovandosi in fiera desiderasse un disegno originale di Rita Micozzi (che sarà presente solo nei giorni di venerdì e sabato), pubblichiamo qui di seguito un listino prezzi essenziale. A presto!

Rita Micozzi, character designer e illustratrice per Rainbow e Rizzoli, realizzerà schizzi originali su commissione in fiera presso lo stand Ute Libri/Darkwing nei giorni di sabato 7 e domenica 8 settembre.
Le illustrazioni riguarderanno il mondo fantasy di Darkwing, tuttavia si potranno richiedere altri soggetti a piacere legati esclusivamente a tematiche fantasy e cartoni animati europei e americani (no supereroi – manga – bonelli ecc.)

Listino prezzi:

FORMATO CARTOLINA (A5) su supporto cartoncino:
Schizzo a matita semplice: 5€
con ombreggiature a pantone: 7€

FORMATO A4
Schizzo a matita semplice: 15€
con ombreggiature a pantone: 18€

FORMATO A3
Schizzo a matita (un personaggio con sfondo semplice): 35€
con ombreggiature a pantone: 40€

Altre specifiche: trattativa diretta

Stampe a colori formato A3 (Rita Micozzi e altri artisti): 6€

OFFERTA SPECIALE: con l’acquisto di una copia autografata di Darkwing (che sarà in vendita in fiera al prezzo già scontato di 15€), IN REGALO, fino a esaurimento scorte, una stampa A3 o uno schizzo formato cartolina su richiesta – salvo lunghe code di attesa, in tal caso si potrà scegliere uno degli schizzi già disponibili.
Sui disegni in formato medio e grande (A4 e A3) verrà offerto uno sconto del 25% se abbinati all’acquisto di una copia del libro.

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Sketch – Exus

Un bellissimo Exus disegnato da Riccardo Rullo su richiesta all’evento Rokkereto presso Rovereto!

Exus - riccardo rullo a rovereto

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Intervista su ilNadìr.net

“Durante i giorni della fiera “Salerno in Fantasy”, girando tra gli stand, ho avuto l’occasione di conoscere tantissime persone interessanti e di talento. È un ambiente quello del fantasy e dei videogiochi che conserva, al di là delle tematiche trattate, qualcosa di puro e incontaminato, come la fantasia e la passione di inventare mondi nuovi e personaggi fantastici; chi riesce poi a trasformare la propria passione in un lavoro è realmente fortunato e degno di stima. Davide Cencini è appunto un ragazzo che è riuscito a farsi conoscere in questo mondo molto competitivo ma altrettanto generoso qualora si abbiano, appunto, le carte in regola per suscitare ammirazione e crearsi un seguito.”

La mia intervista completa su ilNadìr di Emilia Romeo dal Salerno in Fantasy!

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Reportage da Salerno

“Niente male davvero per essere una prima edizione”, potrebbe essere la frase che sintetizza il mio pensiero sulla nuova fiera fantasy salernitana. Dentro di me però la ricorderò come una grassa, smargiassa, adorabile figata.

Davide Cencini: un autore serio, composto e professionale. Facciamo vedere a tutti come si lavora.

Il Parco del Seminario nella città alta ha accolto la manifestazione, una location pittoresca e ben allestita, con un panorama mozzafiato sul golfo di Salerno, penalizzata unicamente (purtroppo) da tre elementi: la lunga salita da affrontare per raggiungerla dal centro, la scarsità di parcheggio e il prezzo d’ingresso un po’ troppo alto per una fiera relativamente piccola. Comunque, l’evento ha raccolto una quantità di pubblico sufficiente a trarne un bilancio positivo per tutti, anche grazie alle vergini sacrificate ai serpenti in pubblico e ai combattimenti fino alla morte per un panino. Complimenti agli organizzatori!

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Senza almeno tre morti, una fiera è noiosa e di cattivo auspicio.

Beh, mai visto un boa di 4 metri?

Casetta nostra, gajarda e tosta.

Presenti in fiera anche La Corte Editore con Fabio Cicolani e Antonio Lanzetta, i ragazzi di Nerdheim e i Fantasy Selfpublishers, Bigio il creatore delle strisce di Drizzit, lo staff di Isola Illyon e numerosi figuranti; tra gli ospiti contiamo i Nanowar, Sergio Algozzino e Francesco Falconi, e i doppiatori italiani del Trono di Spade (scusate, dovrei linkare tutta questa gente ma non mi va per niente, andateveli a cercare su Google). Un saluto anche al grande Pasquale Qualano, artista eccezionale e, soprattutto, persona seria e misurata.

Grazie, Pasquale. Il tuo contegno è un esempio per tutti noi.

Tra disegni e dediche sui libri venduti le ore passano, la sera del 29 agosto io e Rita teniamo una lunga presentazione di Darkwing assieme ai ragazzi di Isola Illyon in cui parliamo non solo della trama del romanzo, ma anche della storia di come è nato questo progetto e di come esso sia stato influenzato dal nostro sodalizio, di selfpublishing ed editoria a pagamento e di altre questioni legate al fantasy italiano. Come promesso presentiamo anche le tavole in anteprima da Darkwing zero che, lo ricordiamo, sarà disponibile a Lucca Comics 2013. Nella stessa serata ho rilasciato un’intervista a Radio MPA, un’emittente radiofonica del salernitano.

Sono andato in onda qui tra le 20 e le 21 circa di giovedì e 29, se qualcuno l’ha sentito beato lui 🙂

Dopo la conferenza, Edoardo Stoppacciaro, doppiatore italiano di Robb Stark del Trono di Spade, ci ha raggiunto allo stand di Darkwing e mi ha fatto l’immenso onore di prendere una copia (che ho autografato col mio sangue). Se pensiate che ciò sia ficherrimo, cosa risponderete se vi dico che il giorno dopo abbiamo passato un po’ di tempo col resto del cast? Non ci credete, eh? Ebbene c’ho le prove, satanassi.

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Da sinistra: Letizia Ciampa (Daenerys Targaryen), Edoardo Stoppacciaro (Robb Stark), Rita Micozzi (che da’ la voce a se stessa, il problema è farla stare zitta), Davide Cencini (dimagrito! per la fatica, più che altro), e Riccardo Rossi (Jamie Lannister)

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Essere nerd: immortalare Riccardo Rossi mentre ci prova con tua moglie e pensare: “Magari dopo troverà anche il tempo di sbudellare me con la voce di Jamie Lannister!”

La mia reazione appena sono andati via, più o meno:

In conferenza era presente anche Daniele Giuliani, doppiatore di Jon Snow, che purtroppo non abbiamo fatto in tempo a conoscere perché l’inverno gli stava arrivando in stazione ed è dovuto correre ad acchiapparlo lanciandosi dalla terrazza.

Il 30 ho rilasciato un’altra intervista al sito ilNadìr.net che spero uscirà presto, intanto ringrazio Emilia Romeo che mi ha intervistato che è stata davvero carina e gentile.

Rita ha tenuto il suo workshop di disegno con i bambini, purtroppo il primo giorno è slittato tanto da venire cancellato per ritardi organizzativi mentre il terzo giorno è saltato, ma il 30 si è fatta due ore piene in compagnia di una “pipinara” di piccole sanguisughe ossessionate da Winx e draghetti. Qualcuno è anche sopravvissuto:

Più o meno tutti hanno tenuto la propria conferenza, le mie preferite sono state però quelle dei Nerdheim che secondo me hanno ridefinito il ruolo della nerdaggine nell’universo facendo assurgere questa materia al suo giusto ruolo di sapienza umanistica profonda. Grazie ragazzi, le diapositive di due metri per due su Skeletor e Ator l’Invincibile non potevano che commuovermi.

Naturalmente l’ultima serata è finita nel sangue, ecco infatti lo scontro al fulmicotone tra me e Mario Venezia di Isola Illyon.

La Spada dai Sette Occhi di Darkwing contro l’Ammazzadraghi di Gatsu. Doveva succedere.

E finalmente, abbiamo comprato un cane!

Pupazzo di Jake: 3 euro. Strizzarlo: non ha prezzo.

Prossimamente, i disegni realizzati in fiera!

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Sindel disegno dal vivo

Realizzazione dell’illustrazione di Sindel dal Salerno in Fantasy 2013, Rita Micozzi. Enjoy! 🙂

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Di ritorno da Salerno

La prima edizione di Salerno in Fantasy si è appena conclusa ed è stata la fiera più divertente a cui abbiamo partecipato finora! Cogliamo l’occasione per ringraziare i ragazzi di Isola Illyon e gli organizzatori del SIF che hanno svolto un lavoro fantastico.

A presto con un reportage completo, intanto eccovi un anticipo che speriamo vi lascerà senza fiato…

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La lettera scarlatta

C’è una parolina che inizia per “A” che incute orrore e raccapriccio nel cuore di ogni editore benpensante: Autopubblicazione. Che fa rima con autoproduzione e, per far di tutta l’erba un fascio, con editoria a pagamento.

La lettera scarlatta.

Per prima cosa, distinguiamo.

Un autore autoprodotto o autopubblicato (scusate, se esiste una differenza tra le due cose mi sfugge) è un autore che decide di pubblicare in proprio la sua opera, investendo risorse e tempo in un progetto semplicemente perché ci crede. Che questo “crederci” sia poi basato sulla capacità di riconoscere il valore effettivo della propria opera o semplicemente nel ritenerla valida è tutt’altra cosa e ne parleremo più avanti. Fatto sta che tale atto, per alcuni scandaloso, bypassa completamente l’editoria tradizionale, in altre parole l’autore prende in mano le redini della carrozza e si lancia nel mercato per conto proprio, attraverso servizi di stampa (es. Youcanprint, Lulu, ilmiolibro.it ecc.) e/o canali di distribuzione per ebook (Narcissus, Amazon, Kobo ecc.). Ovviamente ciò implica rinunciare al supporto offerto da un editore, non soltanto in fatto di editing ma soprattutto nella distribuzione e nella promozione che sono le due cose più pesanti da affrontare per un autore che può contare sulle sue sole forze, per tacere dell’elementare prestigio di immagine che deriva dal pubblicare con un’impresa riconosciuta che ha “selezionato” la tua opera tra decine di altre. L’autore self quindi intraprende questa strada a suo rischio e pericolo e con poche speranze di vero successo. Ciò può accadere per una serie di ragioni:

  • Grande o eccessiva fiducia nel proprio lavoro
  • Voler gestire il proprio progetto in modo autonomo, senza condizionamenti o scadenze
  • Desiderio di mantenere i pieni diritti sull’opera
  • Desiderio di promuoversi a proprio piacimento
  • Speranza di un ritorno economico maggiore rispetto a pubblicare, magari, con un piccolo editore
  • Una serie di rifiuti da parte degli editori
  • Disinteresse o sfiducia verso l’editoria ufficiale (talvolta fondata)
  • Modestia/timidezza nel sottoporre il proprio lavoro a una valutazione professionale
  • Timore di essere truffati dall’editore o di vedere la propria opera rubata
  • Timore di vedere il proprio testo alterato profondamente per esigenze commerciali, o editato in modo scadente
  • Mostrare ai potenziali editori il proprio progetto in una forma più completa (che può anche rivelarsi controproducente)
  • Incapacità di collocare il proprio titolo in un genere o in determinati canoni che suscitino effettivo interesse da parte di un editore – in altre parole, il titolo è ben confezionato ma “rischioso” o inadatto al mercato
  • Incapacità di riconoscere i difetti della propria opera e volerla pubblicare a tutti i costi per puro narcisismo
  • Un semplice bisogno di vedere il proprio lavoro concretizzato

Da notare che in questo elenco non ho messo “scarsa qualità dell’opera” perché non si tratta di un fattore oggettivo legato al selfpublishing, anzi, ultimamente sono sempre più spesso gli editori grandi a toppare sul fattore qualità, mentre il selfpublishing, pur con i molti titoli mediocri o non raffinati che propone, riesce talvolta a offrire delle vere e proprie perle. Va da sé che chi, ispirato da sporadici casi di successo, intraprende l’autopubblicazione sperando di trasformare il suo romanzo nel nuovo bestseller, difficilmente riuscirà a sfondare; tuttavia anche con l’autopubblicazione si possono ottenere dei buoni risultati che, occasionalmente, portano il proprio libro a elevarsi sulla massa.

Cosa ben diversa è il meccanismo perverso dell’editoria a pagamento, in cui un autore finisce nelle maglie di cialtroni senza scrupoli che si vestono dell’autorità di editori quando in realtà non sono altro che stampatori mascherati da imprese serie. Lo scopo di questi… chiamiamoli gruppi editoriali, è solo lucrare sul desiderio di pubblicare degli esordienti. L’editore a pagamento è un controsenso vivente: si fa pagare per pubblicare, o meglio stampare, il tuo libro, un testo per cui in realtà non ha alcun interesse e non ha intenzione di promuovere. Pubblicare un libro con un EAP significa purtroppo bruciarlo: il libro sarà nelle mani dell’autore, ma solo nelle sue, e non potrà mai interessare a un editore serio che lo vedrà come un titolo ormai “perso”. Peggio ancora, all’autore che sconsideratamente ha pubblicato il suo titolo con un EAP verrà affibbiata una cattiva reputazione che potrebbe danneggiarlo nel momento in cui si proponesse con un nuovo titolo. Anni di lavoro e sogni nel cassetto gettati ai maiali.

Perciò perché si pubblica con un editore a pagamento? Secondo me solo per dabbenaggine, o come accade ai più, per semplice mancanza di consapevolezza di cosa si sta facendo. Infatti chi si autopubblica senza essere mai stato prima sulla piazza, non è necessariamente idiota o narcisista, ma non è detto nemmeno che abbia presente come funziona il mercato, cos’è un autore professionista e che differenza c’è tra editoria tradizionale ed editoria a pagamento. Nei primi tempi in cui cercavo di pubblicare Darkwing anch’io ho inviato il mio manoscritto a un editore a pagamento, sedotto da una pubblicità ingannevole; non l’ho pubblicato con loro perché mi hanno chiesto 3.000 Euro e sono stato messo sull’avviso da degli amici, ma prima di allora non avevo nemmeno la percezione che esistesse questo problema – pur pubblicando fumetti già da qualche anno! E parlando con persone che hanno pubblicato con un EAP mi rendo conto che nessuno di loro ha la minima idea di aver commesso un errore, o comunque non ne realizzano le implicazioni. Semplicemente sono stati raggirati da qualcuno che gli ha detto che il loro testo andava pubblicato solo per mettersi in tasca dei soldi. Non me la sento di discriminare queste persone come se avessero fatto un affronto a qualcuno. A chi si è approfittato di loro, invece, sputerei volentieri in un occhio.

© writersdream.org

Editoria a Pagamento? Occhio.

Personalmente quindi credo sia sbagliato trattare chi ha pubblicato per conto suo come se portasse una lettera scarlatta, un marchio d’infamia. E non parlo solo del selfpublisher, che merita rispetto per quello che mette di suo, ma anche dell’autore che ha pubblicato a pagamento ed è in fondo egli stesso una vittima, un po’ della sua ingenuità o presunzione, un po’ della furberia di certa gente che sarebbe meglio se non ci fosse. Val bene il detto, in questo caso, “meglio soli che male accompagnati”.

A chi denigra l’autopubblicazione vorrei ricordare anche che per l’autore self, pubblicare il proprio manoscritto diventa un’opera titanica, in cui saper scrivere un buon libro è il meno. Bisogna improvvisarsi editor, grafici, magari illustratori o spendere per commissionare una copertina, poi promoter, esperti di marketing, investire tempo nel costruire relazioni e coltivarle, girare librerie e fiere per far conoscere il proprio libro. Onestamente non vedo come si possa non rispettare chi, pur privo di grandi mezzi, si rimbocca le maniche e si lancia coraggiosamente in un’impresa simile, quando invece ammiriamo l’imprenditore che mette su un’azienda e la porta avanti, magari senza avere precedente esperienza in quel settore. Immaginate che quell’imprenditore svolga, da solo, le mansioni di direttore, manovale, trasportatore, venditore al dettaglio, promoter, creativo, contabile e si becchi pure degli insulti da una multinazionale che per fare ognuna di queste cose ha a disposizione un reparto intero. E il selfpublisher è quello presuntuoso? “Ma mi facci il piacere!”, diceva Totò!

La tesi di certi editori per dimostrare l’incongruità del selfpublishing, a questo punto, è la seguente: “Noi selezioniamo accuratamente i nostri titoli, li editiamo e presentiamo testi di qualità. Nel selfpublishing invece non c’è filtro, chiunque può improvvisarsi autore. Il selfpublishing abbassa la qualità del mercato con una quantità di titoli mediocri.”

Ciò non toglie che i testi pubblicati da editori giganteschi riescano comunque a fare schifo, a essere pieni di refusi e a proporre autori del tutto mediocri. Volete un piccolo esempio? Vi rimando a questo articolo sul blog di Lorena Laurenti in merito all’editing svolto da Mondadori su Shadowhunter – Città di Ossa.

Certo, non è che il selfpublishing sia il giardino delle primizie! E’ più simile a un mercatino dove si trova di tutto, dalla patacca all’occasione alla rarità. Non nego assolutamente che tra i self ci siano autori che vogliono definirsi scrittori e magari commettono errori elementari di grammatica o non possiedono gli strumenti per scrivere un romanzo. Quelli dotati di vera tecnica sono pochissimi. Eppure nell’ultimo anno ho avuto l’onore di conoscere autori autopubblicati, magari modestissimi, che mangiano in testa a certi scrittori fantasy tanto incensati e pubblicati da fior fiore di case editrici. Gente come una Chiara Piunno o una Mara Fontana le scambierei con la maggior parte di quello che trovo in libreria in qualsiasi momento. E tuttavia, mi capita di visitare siti di editori che arrogantemente sentenziano: “Se il vostro testo è presente su un circuito di selfpublishing, per noi è un libro morto, e non proponeteci nulla neanche in futuro perché ormai avete la reputazione di autori self, perciò non vi pubblicheremo”. Più chiaro di così.

La’! Una bella marchiatura a vita!

Un’ulteriore prova a sfavore della tesi selfpublishing = immondizia è che ultimamente questo mondo ha iniziato a crearsi in modo autonomo forme di controllo qualitativo. Penso ad esempio all’iniziativa Selected Selfpublishing che edita e assegna una valutazione ai titoli autoprodotti che vengono loro sottoposti, in modo serio e professionale – sicuramente molto di più del trattamento che un autore riceverebbe da un qualsiasi editore a pagamento. Dopo l’inevitabile carica dei dilettanti allo sbaraglio, preso atto delle sensate critiche rivolte al fenomeno dall’editoria ufficiale, la situazione magmatica del selfpublishing cerca quindi di darsi un’autoregolamentazione, e i promotori di questo cambiamento sono proprio quegli autori che, riconoscendo la validità di un processo di selezione, non vogliono essere accomunati a chi si rivolge all’editoria fai da te per puro autocompiacimento.

Ci sono anche, poi, gli autori affermati che guardano al selfpublishing, come ad esempio Giorgio Pezzin, noto sceneggiatore Disney che con il suo sito http://www.fumettiestorie.com/ propone autori e iniziative legate a questo settore. O autori self che sono arrivati a pubblicare perché qualche casa editrice di buonsenso, invece di pensare solo a bollarli come cause perse, ha messo a frutto il loro talento (penso ad esempio a Stefano Lanciotti che ora pubblica con Newton Compton). Prodotti tutt’altro che poveri, quindi, e che anzi insistono sul fattore qualità più di quanto facciano certi editori che si definiscono migliori solo perché “loro sono editori”.

Ecco quindi che basta guardare oltre la copertina (nemmeno oltre quella, a volte) per accorgerci che “qualità” e “pubblicazione” sono due elementi non necessariamente correlati. Se l’editore svolge il suo lavoro seriamente allora posso credere a questa tesi, altrimenti si rivela per quello che è: un’affermazione pretestuosa che serve solo a tagliare le gambe ai piccoli, dato che il self fatto bene gli fa concorrenza.

Ci tengo a sottolineare che questo mio articolo non si propone di attaccare un editore, un autore o un’opera in particolare, ma piuttosto di affrontare un’idea retrograda, un pregiudizio tenuto in piedi ad unico beneficio di una casta che non vuole perdere il controllo esclusivo di un settore e che, spesso incapace di dimostrarsi all’altezza del ruolo che si attribuisce, cerca di oscurare il lavoro di autori coraggiosi solo perché li imbarazza che alcuni riescano da soli a pubblicare libri migliori delle loro schifezze. E che succede se poi la gente se ne accorge?!

Io preferisco pensare che il selfpublishing rappresenti iniziativa, energia creativa, voglia di fare, e di queste forze ho rispetto. Poi, è chiaro che non tutti hanno le stesse possibilità, ma non per questo guarderò mai all’autore autoprodotto come se fosse inferiore solo perché ha fatto da sé. Del resto, io ho iniziato in questo modo, e di quella piccola lettera scarlatta che mi porto appresso ne vado molto fiero.

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Darkwing al Salerno in Fantasy

Veniteci a trovare al Salerno in Fantasy! dal 29 al 31 agosto saremo presenti in quel di Salerno con uno stand e sorprese da non perdere.

Il 29 Agosto alle 18.30 siete tutti invitati alla presentazione di Darkwing che conterrà un’anteprima esclusiva dal nuovo special a fumetti Darkwing #0 che uscirà a Lucca. Vi segnalo l’evento su Facebook dove troverete anche un’immagine inedita.

Inoltre, per tutta la durata del festival, Rita Micozzi (per l’occasione sotto il nickname Rita Mira) terrà un workshop di disegno (qui l’evento su Facebook). Il workshop, aperto a tutti, avrà la durata di un’ora al giorno e mostrerà il processo creativo dietro la realizzazione di personaggi e illustrazioni fantasy.

Il programma:

  • 29 Agosto ore 19.00: Concept di base, costruzione della figura e della posa
  • 30 Agosto ore 18.30: Caratterizzazione (dettagli, vestiario, armi)
  • 31 Agosto ore 19.00: Sfondo e composizione

Non mancheranno ospiti speciali tra i big del fantasy italiano come Fabio Cicolani e Francesco Falconi.

Ecco il programma ufficiale!

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Darkwing #0 tav. 4-5 matite

Nuova anteprima da Darkwing zero! L’arrivo del Guardiano…

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