Ashadi

Prima apparizione: Libro III – La Freccia d’Oro
Razza: Umana (greylander)
Età: 18 anni
Provenienza: Unac
Parentele e relazioni: Vonatar (marito), Sindel (moglie)
Organizzazioni: Armata degli Scheletri (governo di Greyven)

“A Lord Vonatar ho già donato la mia anima, e il mio cuore è suo da tempo. Se desidera anche il mio corpo, non ha che da prenderlo.”

Ashadi è una giovane cantante caratterizzata da una profonda fede in Exus. Il suo carattere spirituale e il suo fascino le hanno valso l’amore di Vonatar che ha fatto di lei una degna regina per Greyven.

Origini

Ashadi nasce a Unac, un villaggio dominato dai Necrofori, in una famiglia numerosa e poverissima. Durante l’infanzia aveva un altro nome che al momento non è noto e che lei stessa ormai non usa più. All’età di sette anni i suoi genitori la vendono al tempio locale per fare da serva ai chierici di Exus. Qui, a dispetto dei continui maltrattamenti, la bambina trova conforto nella fede necrofora, che vede come una via di fuga dalle dure condizioni di vita a cui lei e le sue coetanee sono sottoposte. È affascinata in particolare dal Libro della Resurrezione e dal concetto della “Vera Vita” nell’aldilà, di cui l’esistenza terrena, triste e violenta, non è che un pallido riflesso. Dotata di un talento innato per il canto, entra a far parte del coro della chiesa. Probabilmente è questo a tenerla in vita fino alla pubertà, quando scopre accidentalmente l’orribile segreto del Primo Incantatore Lorca. Questi, infatti, utilizza i bambini presi dal villaggio per degli immondi rituali di cannibalismo finalizzati unicamente ad alimentare i suoi poteri, il che lo rende un impostore, non un vero chierico. Ashadi subisce una terribile punizione per la sua curiosità: Lorca le sfigura il volto con una scarica di Energia Negativa rendendola cieca e i suoi uomini abusano di lei, infine si disfano del suo corpo in agonia gettandolo in una fossa comune.

La giovane ridotta in fin di vita viene trovata in tempo da una Nera Sorella di nome Lorna, le cui cure le permettono di sopravvivere. Tuttavia la terribile esperienza ha danneggiato irreparabilmente non solo il corpo ma anche la fede della ragazzina, che una volta ripresasi prende il nome di Ashadi – una parola che in scintar significa “sudario”. Ashadi continua a vivere per qualche tempo con le Nere Sorelle, senza entrarne a far parte poiché cova rancore e disprezzo nei confronti dei Necrofori che reputa tutti corrotti come Lorca – e in effetti ha ragione, almeno per quanto riguarda gli accoliti del tempio di Unac.

L’arrivo di Vonatar nel villaggio segna un punto di svolta non solo nella storia delle Terre Grigie ma anche nella vita di Ashadi. L’Eletto, ancora inesperto e ignoto ai più, giunge in città assieme a Sindel in cerca di proseliti, senza sapere che troverà in questa ragazza quindicenne una futura regina. Il loro primo incontro avviene sulle rive di un fiume, quando Ashadi, scesa a prendere un secchio d’acqua, inciampa e cade. Vonatar, intento a fare un bagno, la offre aiuto e per una serie di circostanze favorevoli il contatto fra i due fa sì che di lì a poco Ashadi recuperi parzialmente la vista. Questo miracolo involontario fa sì che la fanciulla veda Vonatar come un essere ricoperto di luce. Inizia a frequentare i suoi sermoni e sentendo le sue prediche ispirate pian piano ritrova la fede che credeva di aver ormai perduto, assieme a un nuovo potente sentimento: l’amore, nei confronti di un uomo che diventa per lei simbolo della speranza e oggetto di autentica venerazione. Compone perfino una melodia per lui, ma non ha occasione di fargliela ascoltare: Vonatar, infatti, a causa delle continue provocazioni compiute contro i Necrofori, viene arrestato e decapitato sulla pubblica piazza, ma di lì a poco risorge dalla morte e guida un’insurrezione che abbatte Lorca e prende il controllo del tempio. Per Ashadi è la conferma che Vonatar è il Messia che i seguaci di Exus attendevano, un prescelto mandato dal cielo per sanare le ferite della loro terra. La sua fede in lui ormai è assoluta, e anche se Vonatar non ne è a conoscenza, Ashadi diventa la sua più fedele seguace, poiché incontrarlo le ha restituito la gioia di vivere.

Nel desiderio di rendergli omaggio, la giovane sfrutta le proprie doti canore per tessere le sue lodi nelle osterie e nei bivacchi, diventando una sorta di “voce della rivoluzione” e contribuendo di fatto a innalzare la sua popolarità. Ashadi inizia così a costruirsi una solida reputazione come cantante che la rende amata dal popolo. Questo mestiere la porta a girovagare per i villaggi delle Terre Grigie assieme all’amica Lorna, che diventa la sua dama di compagnia. Passano più di due anni durante i quali Ashadi viaggia senza sosta, ottenendo successi e una misura di benessere economico. Non smette mai però di serbare amore e devozione verso Vonatar che nel frattempo sta a sua volta affermandosi quale unificatore delle Terre Grigie.

Libro III: E’ proprio durante una delle sue esibizioni che Zanel decide di servirsi di lei per avvicinarsi a Vonatar, con l’intento di sfruttare le risorse di Greyven per ricostruire una propria branca del Sole Oscuro. La telepate uccide Lorna e ne prende il posto, usando i suoi poteri per plagiare la mente di Ashadi in modo da convincerla che sia la sua protettrice. Zanel è anche responsabile di aver apportato alcune alterazioni alle corde vocali di Ashadi, con lo scopo di infondervi il potere di alterare la psiche umana, e perfino di averle insegnato come atteggiarsi per risultare più attraente. Sotto queste mentite spoglie Zanel spinge Ashadi a presentarsi al cospetto di Vonatar in occasione del concorso per il nuovo inno di Greyven, e tra i due scocca subito la scintilla proprio come lei sperava. Vonatar rimane affascinato da Ashadi, sia per le sue doti canore (la melodia con cui vince il concorso è la stessa che la giovane aveva composto per lui tempo prima), sia per la sua bellezza e per il sentimento religioso autentico che dimostra. L’aura di mistero che la circonda non fa che alimentare l’interesse del re. I due lavorano assieme al nuovo inno per settimane, durante le quali Ashadi si trasferisce a palazzo. Vonatar non tarda a scoprire la sua storia e ben presto la loro frequentazione sfocia in una vera e propria relazione. Questo scatena la gelosia di Sindel, che ha con Ashadi un duro scontro da cui però esce malconcia per merito di Zanel, che interviene per difendere quella che ritiene la sua marionetta. Umiliata, la xaeling è costretta a farsi da parte e lascia Vraag per recarsi al fronte a meditare vendetta.

Una svolta inaspettata arriva quando Vonatar le convoca entrambe e propone un matrimonio a tre, sperando così di mettere a posto le cose. Sindel, sentendosi presa in giro, reagisce con violenza, spingendo anche Ashadi a rifiutare la proposta perché intimidita dall’intera situazione. La piega presa dagli eventi costringe Zanel a rivelarsi; la Grande Maestra tenta di soggiogare la mente di Ashadi, che però viene soccorsa dalla stessa Sindel. Dopo essersi liberati di Zanel, i tre si rappacificano e decidono in favore del matrimonio. Ashadi diventa sposa di Vonatar in quanto incarnazione di Synister e viene dunque investita del ruolo di custode della fede, indossando la Corona di Piume, ovvero la metà della Corona di Corvi che rappresenta il potere spirituale (Sindel indossa invece la Corona di Artigli che rappresenta quello guerriero, in quanto sposa di Ravenous). Dopo la prima notte di nozze Vonatar le imprime sul petto il Marchio di Greyven accogliendola a tutti gli effetti tra le sue schiere.

Questa felicità si rivela tuttavia effimera. Vonatar cade subito dopo nella battaglia di Deras Lamantir e Sindel viene catturata dai Solar, il che lascia Ashadi devastata e con il peso dell’intero regno sulle spalle, a contendersi il trono con il feroce traditore Ragnar, che intende prenderla in sposa per legittimare la sua pretesa di successione. Al momento Ashadi si trova in una posizione pericolosa, ma resta fedele alla memoria di Vonatar e intende giocare il proprio ruolo di regina fino in fondo.

Personalità

Ashadi è caratterizzata da un sentimento religioso profondo e sincero. Ha una personalità mistica e considera la vita terrena solo un prologo scadente all’esistenza che attende un vero credente nell’aldilà. In questo senso incarna il volto più puro della religione necrofora, tanto da essere l’unica ritenuta da Vonatar degna di accollarsi il ruolo di custode della fede come regina di Greyven. Il suo amore nei confronti dell’Eletto è totalizzante, intriso di una venerazione quasi fanatica, infatti Ashadi vede Vonatar come un semidio e per lui farebbe qualunque cosa. Tuttavia Ashadi non si può affatto considerare come un pupazzo asservito alla sua volontà in quanto è stata capace di rifiutare la prima proposta di matrimonio di Vonatar, sebbene ne fosse innamorata, perché non si sentiva pronta, e perfino di resistere al potente influsso mentale di Zanel, sopportando un indicibile tormento pur di non nuocere al sovrano. Inizialmente ha addirittura raggirato Vonatar, nascondendogli la propria cecità e le sue vere origini, per timore che la cicatrice che le deturpa il volto gli ripugnasse. Si può dedurre quindi che Ashadi sia fedele a Vonatar non solo in quanto suo leader spirituale e suo re ma poiché crede in lui prima di tutto come uomo e ha instaurato con lui una vera relazione di fiducia reciproca. Guadagnarsi la complicità di Sindel è stato molto più difficile, ma sebbene le due non possano dirsi vere amiche alla fine è riuscita perlomeno ad accattivarsene le simpatie.

Il suo atteggiamento è molto formale, fatto di educazione e compostezza ma anche da una sensualità casta che è stata capace di affascinare perfino l’incorruttibile sovrano di Greyven; non a caso la sua immagine pallida ed eterea è spesso accostata al biancospino, un fiore semplice, noto per il suo candore nonché per la sua forza. A differenza di Sindel non possiede un’indole crudele, anzi è sensibile verso le sofferenze altrui e ha sinceramente a cuore le sorti del suo popolo, in effetti molto più dello stesso Vonatar; tuttavia ragiona secondo il sistema di valori dei Necrofori che la porta a giustificare il sacrificio di innocenti in nome della religione.

Se a Vonatar va il “merito” di aver unificato politicamente le Terre Grigie, Ashadi è colei che ne ha compreso meglio di chiunque altro la vera natura e i bisogni più profondi, dunque rappresenta l’incarnazione dello spirito di un intero popolo che aspira a una vita migliore. Non certo una guerriera, ma una combattente a modo suo, Ashadi è stata capace di ritagliarsi il proprio posto in un mondo ostile grazie al suo carisma, ammorbidendo i cuori duri dei greylander e affermandosi come una degna regina per questa terra tormentata.

Capacità e poteri: A parte il suo talento indiscusso come cantante, Ashadi non pone una minaccia a livello fisico – sia per la parziale cecità che la affligge, sia perché non è capace di maneggiare armi – tuttavia possiede un’innata capacità di ispirare devozione che spinge i suoi seguaci a combattere volentieri al posto suo. La sua voce è l’arma più potente a sua disposizione, una voce in grado di elevare i cuori di chi l’ascolta. Questa sua facoltà ha assunto i contorni di un vero e proprio potere sovrannaturale da quando Vonatar l’ha benedetta con il Marchio. Ora Ashadi è in grado di raggiungere le orecchie di chiunque desideri, perfino se questi è troppo lontano per udirla. Non a caso è chiamata la Voce di Greyven. In più è circondata da un’aura di sacralità che aumenta la sua reputazione di sposa di Synister. La sua grande presa sul popolo la rende una pericolosa rivale per Ragnar, potenzialmente in grado di determinare il futuro di Greyven.


Taccuino dell’autore

Tra i cattivi di Darkwing, Ashadi è una dei miei preferiti e ho da raccontarvi molte curiosità sul suo conto.

Il suo nome deriva da una contrazione delle parole inglesi “a shade”, ovvero “un’ombra”. L’ho ideato perché si accostasse alla sua immagine un po’ spettrale.

Sebbene ne La Freccia d’Oro le sia concesso uno spazio relativamente contenuto, si è affermata da subito come una figura potente, fatto testimoniato dall’interesse con cui è stata accolta dai lettori.

Eppure questo personaggio non esisteva nel mio progetto originale. L’ho concepito solo dopo aver concluso il secondo volume della serie, quando ho realizzato che mancava qualcosa di importante dall’altro lato della barricata. Vonatar e Sindel sono un’accoppiata ben assortita, ma in fondo hanno un classico rapporto da “overlord & succube” che a tratti scivola quasi nella parodia. Questa naturalmente è stata una mia scelta intenzionale, tanto che i due fin dal primo libro sembravano già quasi marito e moglie con i loro battibecchi, eppure man mano che li sviluppavo mi rendevo conto che andavano sempre più in direzioni diverse. I lettori si aspettavano che a un certo punto succedesse qualcosa tra loro, ma più scavavo a fondo più mi accorgevo che il carattere religioso di Vonatar mal si coniugava con il nichilismo della xaeling, rendendo irrealistico lo sbocciare di un’autentica relazione. Occorreva un nuovo elemento, qualcuno che facesse da controparte alla demonessa e offrisse a Vonatar spazio per un vero coinvolgimento romantico, ma soprattutto che incarnasse l’aspetto più mite della fede dei Necrofori. Sindel, infatti, è un personaggio fisico contraddistinto proprio da un’emotività priva di freni e dalla sua vuotezza interiore, mentre Vonatar è sì portatore di una fede pura ma vede le persone come nient’altro che strumenti da utilizzare per compiere la volontà divina, in realtà quindi è molto lontano dalla prospettiva dell’uomo comune. Il popolo di Greyven dunque non aveva una vera voce che lo rappresentasse. Mi interessava, invece, inserire nel romanzo qualcuno che tanto per cambiare avesse DAVVERO a cuore i bisogni degli sventurati abitanti delle Terre Grigie. Allora ho pensato: “Perché non rendere il loro duo un trio?”. Così ho creato Ashadi come “Voce di Greyven”.

L’introduzione di Ashadi rende i sovrani di Greyven una trinità, completando l’aspetto spirituale che sentivo carente nel duo formato da Vonatar e Sindel. L’idea tra l’altro si accordava molto bene con il fatto che Vonatar incarna entrambi gli aspetti di Exus, aveva quindi senso nella storia che egli volesse una moglie per sé come Ravenous e un’altra come Synister, che sono i due lati della sua personalità (sebbene poi questo fatto sia più che altro una scusa fabbricata ad arte da Vonatar per averle entrambe). Altro fattore non trascurabile, la presenza di un terzo incomodo avrebbe messo un bel po’ di pepe nel rapporto ormai consolidato tra lui e Sindel, facendo fremere di gelosia la nostra xaeling!

Volevo che Ashadi si distinguesse nettamente da Sindel, tanto nelle maniere quanto nell’aspetto, pertanto ho scelto di caratterizzarla attraverso una sensualità virginale, vestendola di veli bianchi trasparenti e dandole un corpo più fragile e minuto. I piedi scalzi simboleggiano la sua umiltà e il velo che le copre gli occhi fa pensare da subito a quello di una sposa, in più oscurarle lo sguardo sottolinea le sue labbra sensuali che sono il simbolo stesso della voce, ovvero la sua caratteristica distintiva. Se Sindel si esprime attraverso la sua fisicità, Ashadi doveva puntare tutto su fascino e carisma. Volevo che nel simbolismo cristiano della serie incarnasse una sorta di Madonna oscura, da contrapporre a un essere diabolico come Sindel.

Ovviamente un individuo come Vonatar, che reputa le persone degne di vivere solo in base alla fede che dimostrano, non poteva che sentirsi attratto da una donna del genere. E’ dura essere re di Greyven: significa vivere circondato da esseri malvagi, infidi e perversi, la prima dei quali è proprio Sindel, una mano destra che non nutre fede nella missione del suo signore né disdegna di tradirlo per il proprio tornaconto. In realtà quindi Vonatar, pur essendo un leader spirituale di vasto seguito, non ha vicino a sé nessuno che condivida davvero i suoi valori; desidera relazionarsi con qualcuno che comprenda a fondo la sua visione del divino e invece trova solo persone attratte dal suo potere, il vero messaggio dietro alla sua evangelizzazione rimane dunque inascoltato. Questo fa da subito risaltare ai suoi occhi Ashadi come l’unica persona con cui possa stringere un vero legame: lei che offre se stessa senza chiedere nulla in cambio, lei che è disposta a mettere in gioco la sua vita solo per compiacere il loro dio col proprio canto. Vonatar ne rimane colpito al punto da ignorare completamente la sua deformità quando potrebbe avere una donna dalla bellezza prorompente come Sindel. In lei quindi l’Eletto trova un amore puro, più simile a un sentimento divino che a uno terreno.

Ho riversato molta ricerca in questo personaggio per capire come caratterizzarlo al meglio. Ecco una galleria di immagini a scopo puramente dimostrativo recuperate da varie fonti che mi hanno aiutato a inquadrarla. Chiedo scusa agli autori per non aver inserito i credits, purtroppo si tratta di una collezione accumulata nel tempo e non sono in grado di rintracciare la fonte esatta di ciascuna immagine.

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