Tom Taravon

TomPrima apparizione: Libro I – La Spada dai Sette Occhi
Razza: Umano
Età: 14 anni
Provenienza: Andorr
Parentele e relazioni:
padre sconosciuto; madre Sarah, deceduta; fratello Eric, deceduto.

“Questo colpo mi renderà famosissimo!”

Storia

Libro I: Tom è un ragazzo di strada, che per tutta la vita è sopravvissuto rubacchiando. Prova a borseggiare Peter poco dopo il suo arrivo ad Andorr, ma viene scoperto e mentre tenta la fuga finisce tra le grinfie di un boscaiolo derubato in precedenza, che tenta di tagliargli un braccio per vendicarsi. Peter interviene per salvarlo e durante la rissa che segue Tom scopre di essere affascinato da quel misterioso straniero, così decide di seguirlo per scoprire di più sul suo conto. In seguito si ritrova coinvolto nella battaglia tra Peter e Lerryt per la libertà di Lidia, nella quale da’ un contributo fondamentale, guadagnandosi la loro amicizia. Dato che ormai sa troppo, Peter decide di portarlo con sé a Solenor, dove intende cercare Eric, il fratello che non vede da quando era bambino.

Malgrado non possieda alcun potere speciale (fatta eccezione per uno spiccata propensione a cacciarsi nei guai) e sembri all’apparenza un ragazzo inaffidabile, Tom inizia da subito a dimostrarsi pieno di risorse, fornendo un aiuto decisivo durante la traversata di Silentwood, durante la quale adotta anche un cucciolo di urpo da combattimento che chiama semplicemente Urpy.

Tom-07

Libro II & III: Tom non svolge un ruolo attivo nella schermaglia di Nind contro i wolfkahn, perché messo al tappeto da una sbronza, e nemmeno gli viene permesso di partecipare alla battaglia di Candral. Nel corso del viaggio verso Solenor, tuttavia, apprende i fondamenti della scherma da Peter e continua in segreto ad affinare le sue abilità ladresche. In seguito aiuta Lyse a sfuggire a Peter quando questi viene posseduto dalla Spada, salvo poi unire le forze con Lidia per farlo evadere dalla prigione dei Solar. Quando poco dopo Peter svanisce e Lidia viene arrestata, Tom si nasconde nei sobborghi malfamati di Solenor e inizia a cercare informazioni su suo fratello Eric, scoprendo che è morto da anni in miseria. La sua attenzione si sposta quindi sul localizzare Peter. Riesce così a scoprire che il suo mentore si trova a Deras Lamantir e si fa aiutare da Lyse a entrare nel monastero dei Solar per raggiungere la città tramite un teleportale. Lyse, però, lo costringe a portarla con lui, e mentre viaggiano nascosti in un carro i due ragazzi entrano in confidenza. Poco dopo le loro strade si separano a causa di un’imboscata del nemico; Tom viene portato in salvo dal Grande Maestro del Fuoco Samir, per poi essere recuperato da Peter stesso. Quando l’Armata degli Scheletri stringe d’assedio il teleportale partecipa alla battaglia per riconquistarlo, e poco dopo cerca goffamente di corteggiare Lyse (che dopo varie peripezie si è riunita ai Solar) rubando del denaro sequestrato ai greylander prigionieri. Tuttavia viene scoperto da Ardegas, che gli infligge una dura umiliazione. Per riscattare il proprio orgoglio ferito Tom decide di mettere la sua spada e il suo urpo al servizio del Grande Maestro, così si ritrova ad andare in guerra assieme ai cavalieri di urpi di Valora, brandendo la spada e lo scudo di Peter. Si fa onore nella battaglia di Deras Lamantir uccidendo un gigantesco Necrofago con dell’esplosivo, finendo per salvare lo stesso Ardegas, ma purtroppo nel caos il suo amato Urpy scompare senza lasciar traccia.

Personalità

Tom non è esattamente un santo, ma non è neanche cattivo, e poi è molto cambiato da quando Peter lo ha preso con sé. All’inizio era un ragazzino immaturo, sbruffone ed egoista, che cercava solo fortuna e gloria, spinto dalla rabbia nei confronti di suo fratello e dalle molte umiliazioni che gli ha riservato un’infanzia vissuta nella miseria. Invece ha trovato dei veri amici che lo hanno messo sulla giusta strada. La realtà della guerra gli ha aperto gli occhi spingendolo a diventare più coscienzioso, e ha anche dimostrato il suo coraggio come guerriero, imparando a sfruttare le sue qualità: destrezza, astuzia e opportunismo.

Resta comunque un’infida canaglia capace di vendere anche sua madre, nonché uno sporcaccione impenitente. Il suo più grande sogno è diventare il re dei ladri; ritiene che rubare sia un’arte, ed è convinto che la sua massima espressione sia il furto con destrezza, in cui la vittima non si accorge nemmeno di venire derubata e quindi non c’è alcuna aggressione violenta. Tuttavia Ardegas e Lyse gli hanno fatto capire che non può continuare ad abusare del suo talento, così piuttosto che rigare dritto Tom ha deciso di metterlo al servizio di una giusta causa.

 

Origini

Tom è nato e cresciuto ad Andorr, uno squallido villaggio vicino a un lago. Suo padre se n’è andato prima che nascesse, e di lui non sa quasi nulla. Eric, suo fratello maggiore, ha ricoperto per un po’ questo ruolo, ma il suo sogno era diventare un bardo famoso e quando Tom aveva solo otto anni partì per Solenor in cerca di fortuna; per un po’ mantenne i contatti, ma ben presto di lui non si ebbero più notizie (in seguito Tom viene a sapere che è morto di stenti). La madre di Tom, Sarah, che era già malata da prima che Eric partisse, morì poco dopo, aspettando invano fino all’ultimo il ritorno dell’uomo che le aveva dato due figli, dopo essere lentamente scivolata in una blanda follia ad occhi aperti. Da allora Tom non ha più avuto nessuno al mondo ed è stato costretto ad occuparsi di se stesso. E’ riuscito a sopravvivere solo imparando a rubare, e non ha più smesso; ora che sta diventando grande ha deciso di voler diventare il migliore.

Capacità

Tom possiede un’elevata destrezza e un’ottima coordinazione occhio-mano, in più è anche ambidestro. E’ un grado di borseggiare quasi chiunque senza farsi scoprire ed è capace anche di scassinare le serrature. In più è molto abile nel lanciare dei piccoli pugnali con cui riesce a ferire o stordire i suoi inseguitori, anche se non li ha mai usati per uccidere.


Taccuino dell’autore

Di Tom mi è sempre piaciuta molto una cosa: il suo essere un piccolo gran figlio di puttana umano. In una storia piena di personaggi con i superpoteri, gnocche atomiche, mostri e divinità, dove tutto è proiettato bene o male verso una prospettiva sovrumana, Tom rappresenta per me la voce dell’uomo comune. Quello che non è un supereroe eppure riesce a giocare comunque il proprio ruolo, grazie ad abilità, fortuna e perché no, anche ai propri difetti! Infatti non c’è coraggio senza fifa, non c’è vittoria senza fallimento, non c’è nobiltà senza meschinità. Tom incarna quella capacità di essere pieno di risorse che è propria solo di chi risorse ne ha poche rispetto agli altri. E’ la prova che anche le persone comuni possono essere speciali.
Quando ho creato il personaggio mi sono ispirato al giovane John Connor di Terminator 2.


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