Necromex

Prima apparizione: Libro III – La Freccia d’Oro
Categoria: Non morto
Classe: 3 (Elite)2 (Servitore avanzato) solo il pilota

I Necromex sono unità di artiglieria mobili sviluppate a partire dal disegno del Mecha-Teraskar. Si tratta di esoscheletri meccanici da combattimento alti tre metri e mezzo, pilotati da uno scheletro rianimato intelligente. Hanno un aspetto massiccio; possono sembrare goffi e rozzi, eppure sono veloci nei movimenti, astuti e pericolosi.

Queste armi rappresentano uno dei frutti più pericolosi della tecnomanzia, la disciplina nata dall’unione della necromanzia dei Necrofori e lo studio delle antiche tecnologie shyit ottenute dal ritrovamento dell’Avak-Nohr. Sono essenzialmente dei tank semoventi, blindati e dotati di un braccio a cannone con un’elevata potenza di fuoco.

Il processo di creazione dei piloti prevede che un umanoide sia sacrificato e che le sue ossa vengano innestate con dei servomeccanismi per aumentarne forza e coordinazione, quindi ricoperte di piombo fuso. Il volto viene tagliato e successivamente riattaccato al teschio con dei ganci, mentre il cervello viene preservato. Il pilota resta così intelligente, ma completamente asservito ai Necrofori.

Una volta pronto, viene inserito nell’esoscheletro da combattimento, che è alimentato da una fornace interna tenuta accesa da un cristallo quadian del fuoco. La piombatura degli scheletri che fungono da piloti serve proprio per permettergli di resistere al calore della fornace interna. Tuttavia i piloti possono uscire dall’esoscheletro e agire autonomamente se così gli viene ordinato.

I Necromex sono in grado di assumere una forma più compressa per il trasporto che li fa assomigliare a dei grossi motori per auto. L’Armata degli Scheletri, oltre che schierarli direttamente sul campo, a volte li lancia con delle catapulte delle roccaforti da conquistare, oppure li aerotrasporta con degli zertag e poi li sgancia sulle città.

Un Necromex non è in grado di parlare né di perseguire scopi propri, resta comunque uno strumento di distruzione senza una vera volontà.

Queste armi hanno dimostrato comunque varie vulnerabilità: all’elettricità, alle alte temperature e alle intense frequenze sonore, inoltre si spengono se viene distrutto il cristallo quadian che le alimenta.

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