Orchi Grigi

Quando si parla di “orchi selvaggi”, nell’immaginario collettivo degli euriani si forma l’immagine di bestioni dall’indole brutale, privi di rispetto per la vita e incapaci di qualsiasi forma di civiltà. L’orco selvaggio è quello del folklore popolare, che stupra le donne, ruba il bestiame e divora i bambini.

Anche se tutto ciò non sempre corrisponde al vero, gli orchi delle Terre Grigie, o semplicemente orchi grigi, non si discostano poi molto da questo stereotipo. Le popolazioni sono assai variegate, suddivise in centinaia di clan con usi e costumi diversi; la maggior parte di esse tende a sopravvivere attraverso saccheggi e scorribande. Alcune tribù sono più pacifiche ma comunque in grado di difendersi e non disdegnano piccole razzie. La cultura orchesca delle Terre Grigie stabilisce che il forte ha il diritto di predare il debole, pertanto la violenza è nell’ordine naturale delle cose. I beni possono essere comprati e venduti, ma solo quando vengono conquistati se ne acquisisce l’effettiva proprietà.

La società degli orchi delle Terre Grigie è basata interamente sulla violenza, da prima del concepimento, solitamente frutto di stupro, al momento della morte, che di regola avviene sul filo di una spada. Spesso questi orchi ignorano anche le forme basilari di scrittura, affidandosi interamente alla tradizione orale per trasmettere il sapere; vivono depredando i loro vicini di risorse preziose, quali cibo, acqua, bestiame e oro. Le femmine non sono considerate altro che schiave sessuali, e una merce di scambio al pari di animali da riproduzione; i matrimoni sono semplicemente dei contratti di vendita tra il proprietario della ragazza e il suo compratore, e non si tratta di un legame esclusivo, ogni orco può prendere quante mogli è in grado di mantenere e disporne come meglio crede, se lo desidera può rivenderle o anche ucciderle – perfino mangiarle! I figli sono parimenti considerati alla stregua di un bene materiale fino al raggiungimento dei 13 anni di età, quando si affrancano dai genitori e diventano per essi pressoché privi di interesse.

La schiavitù è largamente praticata e si conferma una importante risorsa nell’economia dei clan. Gli schiavi maschi sono utilizzati come animali da lavoro, le femmine divengono un piacevole trastullo sessuale e sono molto apprezzate, particolarmente se giovani e belle o di nobili origini. Spesso i capitribù pagano profumatamente gli schiavisti o lottano tra loro per accaparrarsi le prede migliori e renderle loro schiave. Le elfe sono considerate le schiave più pregiate in assoluto.

Anche se il livello tecnologico degli orchi grigi è estremamente primitivo, sono abili a sfruttare ciò che rubano ad altri. Hanno un colorito verdastro tendente al grigio scuro e si decorano il corpo con ossa, tatuaggi e cicatrici; le loro zanne inferiori sono particolarmente prominenti e individui che raggiungono i due metri di statura sono comuni. Molti di loro venerano Orkul, ma dall’arrivo di Vonatar il culto di Ravenous ha preso sempre più piede nelle tribù che si sono riunite sotto le sue insegne.

Illustrazione di Riccardo Rullo
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