Libri e Testi Sacri

Una guida ad alcuni testi di particolare importanza citati nei romanzi di Darkwing.

Toran

Testo sacro della religione toriana, che definisce appunto le regole di base del torianesimo, cioè della fede nel dio Helios.

Il nucleo originale del Toran fu scritto all’incirca nel 2.000 a.A. da San Thoras, un chierico di Helios oggi considerato il fondatore della religione toriana ufficiale. Il testo fu poi espanso e rimaneggiato varie volte dalla chiesa nel corso dei secoli.

In Darkwing vol. 2 – L’Armata degli Scheletri, Peter ne offre una efficace descrizione, che riportiamo integralmente.

“Molte cose in quel libro lo avevano colpito, spingendolo a profonde riflessioni. Il torianesimo, che a un primo impatto gli era sembrato del tutto simile al cristianesimo, a una più profonda analisi conteneva elementi che aveva riscontrato anche nella confessione mussulmana o addirittura in alcune filosofie orientali. Giustizia, carità e devozione erano centrali nel sistema di valori che il Toran esprimeva, ma lo erano anche la difesa della propria cultura e della propria terra, e in questo contesto trovava facilmente posto l’eliminazione del nemico, specie se straniero, che veniva bollato come un “barbaro” senza troppi complimenti. La tutela dell’infanzia, e per estensione dell’innocenza, tornava spesso come un principio umano fondamentale. Il libro non esitava inoltre a elencare i precetti di vita di un buon toriano, tra cui rientravano il rifiuto degli eccessi, la ricerca dell’equilibrio nel rapporto col prossimo e con se stesso, perfino la cura della salute e dell’igiene personale. L’abbandono ai sensi, gli eccessi e la sporcizia erano considerati dei peccati, non tra i più gravi, ma lesivi della morale; tutti i personaggi che se ne macchiavano nelle parabole finivano per venire profondamente colpevolizzati o coperti di vergogna.
Peter si domandò quali modifiche avesse subito il testo nel corso dei secoli, dato che tra un capitolo e l’altro si percepivano differenze culturali abnormi. Era composto da vari volumi, scritti in epoche diversissime tra loro. Il nucleo originale era stato redatto da un certo San Thoras, il padre fondatore vero e proprio della fede toriana codificata, un chierico vissuto la bellezza di quattromila anni prima; questa parte conteneva infatti la versione più antiquata e rozza del torianesimo, dove abbondavano concetti punitivi e razzisti, discriminazione verso le donne, padri che ammazzavano i figli e altre chicche degne della miglior tradizione biblica. Sorprendentemente, non c’era alcun riferimento alla castità dei religiosi, presentata invece con insistenza asfissiante in un altro capitolo molto più recente. Ishtar veniva citata a malapena, nonostante fosse secondo la tradizione l’unica figlia di Helios; una lacuna sospettosa che faceva pensare a un qualche tipo di omissione, forse per far passare in sordina la sconfitta che la dea aveva subito per mano di Xagash. Il Toran si “modernizzava” considerevolmente solo dopo la nascita dei Solar e l’affermazione della figura di Adamantis, circa duemila quattrocento anni fa. Dai termini in cui se ne parlava, questo primo Grande Maestro, caduto in battaglia contro Xagash alla giovane età di vent’anni circa, era per i corowniani una specie di Gesù Cristo con le arti marziali, e gli altri Grandi Maestri i suoi apostoli; dal suo punto di vista, gli sembrava quasi di leggere le avventure di una squadra di supereroi ante litteram. Si parlava diffusamente anche di Myr Soleardente, fondatore dei “Soliardenti” (il nome originale dei Solar) e mentore di Adamantis, come di un santone avventuroso in contatto diretto con gli dei, che aveva viaggiato ai quattro angoli del globo portando nell’Euras la filosofia del Radiant da una terra lontana oltre l’oceano. Si ripromise di studiare più a fondo l’argomento, dato che la storia di Adamantis era l’unico suo legame con le origini della Spada dai Sette Occhi.
Tuttavia, la cosa che più lo aveva lasciato sbigottito era la minuziosa descrizione del rapporto tra i fedeli e la divinità, trattato come un contratto tra le parti più che un atto di fede fine a se stesso. Le pagine del Toran erano zeppe di profeti che esibivano i loro incantesimi per convincere le folle e dimostrare ai malvagi il loro potere, descrizioni dettagliate di rituali con offerte in cambio di magia, scambi di favori tra l’uomo comune ed Helios. Da quel che ne sapeva, era lo stesso per tutte le altre divinità a cui si rivolgeva la gente di Corown.
Le divinità corowniane non esigevano fede senza prove. Mercanteggiavano per ottenerla.”

La recente invenzione delle macchine da stampa e la traduzione in euriano corrente (fino al 2.000 d.A. circolavano quasi esclusivamente versioni in scintar) ha permesso una vasta diffusione di questo libro, che è stato il primo ad essere stampato per una distribuzione di massa.

La Via del Radiant

L’equivalente del Toran per i Solar, si tratta del testo fondamentale lasciato dal fondatore dell’ordine, Myr Soleardente, in cui sono codificati i principi della filosofia del Radiant e il modo in cui si applicano alla vita di un Solar. E’ un testo che i Solar ritengono sacro e assomiglia a una via di mezzo tra un trattato di filosofia e uno di arti marziali. Integra al suo interno, come aggiunta postuma, la storia di come Myr radunò Adamantis e gli altri Grandi Maestri della Leggenda, nonché una cronaca fedele della prima Guerra dei Sette Occhi con alcuni episodi religiosi di capitale importanza, ad esempio la manifestazione di Ishtar col dono delle Sacre Armature.

Necrodominus

E’ il testo sacro della religione necrofora, ovvero la fede nel dio Exus.

E’ diviso in più libri, tra i principali si annoverano il Libro delle Ceneri, che definisce il posto dell’uomo nell’universo, il Libro del Giudizio, che elenca le pene per i peccatori e definisce i vari orrendi inferni offerti dall’aldilà necroforo, e il Libro della Resurrezione che offre invece una panoramica dei benefici per i credenti.

Il Necrodominus propone una concezione dell’esistenza umana estremamente negativa, definendo la vita terrena nient’altro che un pallido riflesso della “Vera Vita”, ovvero l’esistenza che è offerta ai fedeli nell’aldilà. Per gli indegni c’è solo l’oblio o peggio ancora, la punizione della morte in vita, mentre i degni verranno invitati a sedere al fianco del Dio Corvo nell’Eterno Banchetto, o – massima delle ricompense – risorgeranno come immortali per continuare a servire la divinità. Tale ricompensa va però guadagnata portando avanti attivamente gli interessi di Exus nel mondo mortale. Si tratta quindi di una religione che spinge i fedeli all’espansione del credo e non disdegna affatto l’uso della forza per imporlo.

I seguaci di Synister, l’aspetto più mite di Exus, riconoscono solo alcune parti del Necrodominus che hanno a che fare con la fatalità della vita, mentre rigettano quelle più violente. Solo i seguaci di Ravenous ne accolgono tutti gli insegnamenti.

Una citazione dal Necrodominus 14,21: “Dona ai tuoi amici, ed essi si approfitteranno di te fino a staccarti la carne dalle ossa; rivolgi loro uno sguardo di compassione, e ti caveranno gli occhi dalle orbite”.

Avak-Nohr

Kelvolt era il più celebre inventore della storia elfica. La leggenda vuole che questo brillante personaggio abbia lasciato un diario in cui ha raccolto tutte le sue scoperte e i suoi studi in ambito scientifico e magico, chiamato appunto Avak-Nohr, ovvero “diario delle scoperte”.

Si tratta di un libro considerato perduto, se non addirittura un semplice mito, eppure Vonatar lo cerca, il che indica che la sua riscoperta potrebbe essere vicina. Secondo Jazz Jentzen chiunque lo trovi potrebbe cambiare il mondo.

Is Tewariel

Il titolo significa, in elfico, “Gli Splendori”. Si tratta di una raccolta di antiche favole elfiche che affondano le loro radici nella mitologia di questa razza, “favole” ispirate, pare, a eventi realmente accaduti che sono stati rielaborati in forma di racconti di fantasia.

Tra di esse vengono citati nel romanzo alcuni episodi di particolare importanza, come la favola di un principe e di una principessa separati da bambini che si sono ritrovati e innamorati da adulti, e la creazione da parte di un inventore (probabilmente lo stesso Kelvolt) di una forma di vita artificiale. Il libro cita anche i destrieri elfici, suggerendo che un tempo fossero veri elfi tramutati in equini… ma si sa, il confine tra realtà e leggenda è labile.

Solen Liberata

La Solen Liberata è un popolare poema epico scritto dal Belguardo, un poeta Solar vissuto nel 2100 d.A. L’opera racconta in versi l’epopea dei Grandi Maestri della Leggenda, con la distruzione di Solen e la sua riconquista, nonché la sconfitta di Xagash e dei suoi demoni.

Si tratta di un’opera letteraria ampiamente riconosciuta, molto insegnata nelle scuole, che celebra il coraggio degli esseri umani di fronte a schiaccianti forze divine e la ribellione all’inteluttabilità del fato, un’opera quindi che fa del suo segno proprio la celebrazione della forza insita nello spirito umano, offrendone una concezione positiva e rincuorante, senza mancar di offrire momenti di autentico umorismo. Pare infatti che il Belguardo possedesse una personalità scherzosa e non abbia mancato di lasciar trasparire questo lato del suo carattere nel suo lavoro più celebre.

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