Linguaggi

Una guida essenziale ai linguaggi principali parlati su Corown.

Euriano

Lingua ufficiale dell’Euras, spesso chiamata anche semplicemente lingua comune o lingua corrente, è una lingua franca ampiamente conosciuta anche fuori dall’impero e parlata ufficialmente anche nella confinante Repubblica di Antarsia. E’ molto simile all’inglese terrestre, ma incorpora una grande quantità di termini neo-scintar, particolarmente nei nomi di matrice antica che convivono con quelli di matrice moderna. L’euriano si è sviluppato nel corso degli ultimi 2000 anni, integrando profonde modifiche allo scintar originariamente parlato dalle popolazioni centroeuriane, modifiche che sono venute un po’ da tutte le culture e i territori inglobati dall’espansione dell’impero.

Scintar

Una lingua morta, ma tutt’altro che estinta, che veniva parlata nell’antico Euras fino a 1.500 anni fa quando iniziò lentamente a mutare in euriano moderno. Era quindi anche la lingua di Myr Soleardente e dei primi Solar, incluso Adamantis. Presenta forti somiglianze col latino, anche se è tutt’altro che identica. Utilizza ad esempio postfissi nelle parole per attribuirvi significati particolari, come nel caso del nome della città Solenor, che fu così nominata dalla radice originale del suo nome, Solen, a cui fu aggiunto “-or” per indicare che era originata da Solen, figlia della Solen originale.

Oggi lo scintar è considerato la lingua colta, usato soprattutto nella letteratura accademica e nella liturgia toriana, nonché nei libri di magia. Tuttavia sta venendo soppiantato sempre più dall’euriano corrente per una questione di semplicità e ammodernamento.

Elfico antico e moderno

L’elfico era per gli antichi euriani quello che oggi è lo scintar per gli euriani moderni; per fare un parallelismo, si pensi a ciò che il greco rappresentava per i romani. Duemila anni fa, quando lo scintar era corrente, l’elfico era la lingua del sapere, un retaggio dell’avanzata civiltà elfica che ha preceduto quella umana.

Occorre tener presente tuttavia che quello che viene comunemente definito “elfico antico” è in realtà soltanto l’incarnazione di questa lingua immediatamente precedente a quella moderna, dato che la civiltà elfica è crollata all’incirca nel 7.000 a.A. ed è durata diverse migliaia di anni, pertanto la loro lingua ha avuto tutto il tempo di evolversi dalle origini, in cui doveva assomigliare ai ben più antichi idiomi draconici.

Oggi l’elfico antico è ancora conosciuto in ambito accademico, ma non più parlato, dato che è stato sostituito dall’elfico moderno che ne è una versione più maneggevole, contaminata dallo scintar e dall’euriano. Si può ancora ascoltare nella sua forma più integra soltanto sull’isola di Ealdis, dove vivono in isolamento gli ultimi discendenti degli elfi shyit. L’elfico moderno ha il maggior numero di locutori naturali nella regione euriana dell’Eldarelm, in particolare nell’importante città di Nerys dove la cultura elfica resta particolarmente radicata. Nei casati elfici più antichi è parlata come lingua principale, mentre l’euriano è insegnato come lingua secondaria ai bambini durante l’infanzia e l’adolescenza.

Una variante dell’elfico antico è quello parlato attualmente dai darkeld, che loro definiscono semplicemente elfico, ma si tratta in effetti di un’evoluzione moderna dell’elfico antico che è avvenuta in modo del tutto separato da quella euriana. Gli esterni lo chiamano per l’appunto semplicemente darkeld, ed è la lingua più parlata nelle città sotterranee assieme al nanico.

Avalanci e popoli del nord

Gli avalanci non danno un nome vero e proprio alla loro lingua, limitandosi a chiamarla ketupe nai, la “lingua della gente”. Prima che l’esplorazione euriana le raggiungesse, queste tribù sparse nella Terra degli Elementi vivevano nella completa ignoranza dell’esistenza di altri popoli e il loro idioma era del tutto sconosciuto. Molti orchi del Ramadorn parlano ketupe oltre al loro particolare dialetto orchesco (il drupi), dato che hanno spesso a che fare con gli avalanci.

Contrariamente a quanto creduto dagli euriani, i popoli barbari che dimorano ancora più a nord non sono avalanci e non parlano ketupe, ma una serie di idiomi senza nome difficili da catalogare. Fa eccezione il khavi, lingua dei kazmiri e dei karrush, parlato nella regione occidentale del Kazmir.

Lingua dei greylander/Arkan

La lingua delle popolazioni umane delle Terre Grigie è sostanzialmente un euriano imbarbarito, contaminato dall’orchesco e dagli idiomi delle altre popolazioni dell’area. Grammatica e sintassi sono degenerate nel tempo perdendo le sfumature più sofisticate, in particolare le coniugazioni dei verbi; il risultato è una lingua rozza e utilitaristica, che si presta alla comunicazione immediata ma non certo ad altri fini più elevati. Dopo l’ascesa di Vonatar, tuttavia, ha subito una contaminazione crescente da parte dell’arkan, una lingua molto antica utilizzata tradizionalmente dai Necrofori e rispolverata dopo la fondazione di Greyven.

L’arkan ha una struttura sintattica tutta sua, e un suono molto alieno per chi parla le lingue moderne. Come già accennato è una lingua estremamente antica, di molto precedente allo stesso scintar, che veniva parlata già al tempo degli shyit ed era da loro considerata una lingua oscura, addirittura esecrabile. Molti suoi vocaboli provengono direttamente dalla lingua infernale degli xaeloth che la adottarono durante l’invasione verificatasi nella prima Guerra dei Sette Occhi. Anche per questo motivo, l’arkan ha la reputazione di essere una lingua mistica, molto utilizzata negli incantesimi e nelle orazioni, e si dice che possa far avverare i voti e gli auguri in essa pronunciati come se le parole possedessero un potere intrinseco. Celebre è la frase di commiato dei Necrofori in questa lingua: “Nekralëgh ti ashar”, che significa più o meno: “Che la Morte ti sia amica”. “Nekralëgh ti kareth” invece è una maledizione, e significa “Che la morte ti prenda”. Meglio non sbagliarsi!

Linguaggi primitivi

Naturalmente questa storia potrebbe andare molto indietro nel tempo, ma delle lingue veramente antiche parlate dagli umanoidi nella preistoria, ovvero oltre i quindicimila anni fa, si è persa quasi ogni traccia. Queste lingue perdute oggi non hanno nome, tuttavia esiste ancora qualcuno che le conosce: ad esempio, lo spirito dello stregone Korvan reincarnato in Ragnar parla la lingua della tribù Tem-va, un linguaggio che potrebbe aver dato origine all’arkan.

Orchesco/Goblin

Difficile, se non impossibile, catalogare i migliaia di dialetti orcheschi e goblinoidi delle Terre Grigie. In pratica ogni tribù ha il suo particolare idioma, e la quasi totale assenza di alfabetizzazione rende impossibile codificare grammatica e sintassi che si evolvono continuamente. I suoni sono duri e gutturali, tutt’altro che piacevoli da ascoltare per gli stranieri. Gli orchi, comunque, sono creature dalle mille risorse e quando non riescono a comunicare bene a parole, suppliscono con un elaborato linguaggio gestuale e fonetico che è parte integrante del loro vocabolario. E se proprio non riescono a comunicare, c’è sempre la lingua universale: l’acciaio.

Gli orchi del Ramadorn parlano un dialetto molto diverso dall’orchesco comune, il drupi, così come i karrush che parlano khavi, la lingua ufficiale del Kazmir. Gli orchi euriani parlano generalmente euriano e un semplice orchesco di base.

Nanico

Quella nanica è una lingua antica e forte, che è cambiata pochissimo nel corso dei secoli. La tendenza dei nani a trasmettere la conoscenza scrivendo nella pietra ha fatto sì che le regole del loro linguaggio rimanessero stabili nel tempo, facendone una delle lingue più durevoli di Corown, le cui origini si fanno risalire a circa cinquemila anni fa. Sebbene molti neologismi siano entrati nell’uso comune per l’esigenza di trattare con le altre razze, la matrice grammaticale da cui il nanico trae origine, il gah’es, anche noto come “lingua degli antenati”, è rimasta quasi integra nel nanico moderno, in particolare in alcuni insediamenti remoti.

La lingua nanica fa ampio uso di consonanti dure, come “d”, “g”, “r” e “th”. Spesso queste lettere sono sottolineate anche dal tono della voce durante il discorso. Alcuni suoni più dolci erano virtualmente sconosciuti fino all’allacciamento di contatti stabili con la comunità umana ed elfica, le cui influenze fonetiche hanno ingentilito il durissimo nanico antico.

Unico è il caso degli orchi Turrok, che a causa della loro vicinanza sia alla società orchesca che a quella nanica, parlano un idioma particolare denominato proprio turro che scaturisce da una fusione di entrambe le lingue.

Avion

Questo linguaggio aviano era un tempo parlato ad Avion, una città-stato aviana che secondo la leggenda sorgeva da qualche parte tra i Monti Azzurri migliaia di anni fa. Forse l’unico caso davvero importante di una cultura avanzata esclusivamente aviana e indipendente formatasi nella storia di Corown. Oggi Avion è considerata da molti un mito e la sua lingua è perduta, tuttavia molte tribù nomadi duckling conservano ancora tracce dell’idioma di questa antica civiltà nel loro vocabolario.

Draconico

Non esiste lingua più antica nota agli esseri umani, e molti dei segreti di questo idioma restano noti soltanto ai draghi. Molti dei draghi oggi viventi nel continente euriano ne sanno meno degli euriani stessi dato che si sono imbarbariti e conoscono solo la lingua parlata nella loro regione. Per trovare chi conosce il draconico moderno o addirittura le sue forme più antiche occorre raggiungere Pangesia, il misterioso e lontano continente dei draghi, dove gli ultimi discendenti nobili di questa razza prosperano ancora.

Il draconico è un linguaggio sofisticato, dotato di grande musicalità e di una struttura grammaticale, lessicale e fonetica quasi impossibile da padroneggiare per le altre razze. La complessità e la raffinatezza della lingua draconica si esprimono soprattutto nei nomi e cognomi, che possono essere scritti in un modo o in un altro a seconda che finiscano con una vocale o una consonante. Ad esempio, il nome Nashej Razam viene contratto in Nashejrazam perché Nashej finisce con la “j” (che in draconico suona spesso come “i” ed è considerata una vocale), mentre Kamal, che finisce con una consonante, viene pronunciato col cognome staccato, “Kamal Razam”. Il distacco tra le due parole viene trasmesso da lievi sfumature nel tono percepibili solo dagli stessi draghi e da chi vi è molto abituato, ma per gli umani resta una lingua difficilissima perfino se viene appresa fin dall’infanzia.

Dopo lunghe ricerche è stato possibile recuperare alcuni termini essenziali con cui i draghi definiscono le loro sottorazze, che trovate di seguito elencati. Occorre ricordare che in draconico l’attributo “-oi” attribuisce un significato di specificazione o appartenenza, ed è maschile, mentre per il femminile si aggiunge soltanto “-i”.

Sselar = Oro
Erequa = Acqua o blu
Sheua = Bianco
Niesha = Nero
Fiheja = Rosso o Fuoco
Keiareshuj = Cristallo

Esempi:

Drago d’Oro maschio: Sselaroi Derakon
Drago Nero femmina: Nieshai Derakon
Drago Rosso maschio: Fihajaoi Derakon
e così via…

Una teoria vuole che proprio dal draconico derivi il nome di Corown. In draconico antico, infatti, i draghi chiamavano il loro popolo “Dera Kown” che significa “Dominatori (dera) della Terra (kown)”. L’espressione potrebbe essersi poi evoluta in due direzioni distinte: in una si è contratta in “derakon” (che significa proprio “drago” in draconico moderno), da cui ha avuto origine la parola euriana “dragon”, cioè drago. Nell’altra il “dera” è scomparso, ed è rimasto soltanto “kown”, terra, che col tempo è diventato “Corown”. Corown significherebbe, quindi, “Terra” in lingua draconica!

La lingua misteriosa

C’è una lingua mai classificata scoperta da Myr Soleardente durante le sue ricerche sui teleportali. Si tratta di simboli misteriosi incisi nei siti in cui i teleportali originali furono scoperti. Nessuno sa chi fosse la razza che ha lasciato queste testimonianze, né quanto tempo fa sia esistita; non è noto il loro aspetto e neppure il loro nome, ma queste creature erano in grado di fare cose eccezionali come aprire varchi nello spazio. Le loro rune presentano alcune somiglianze con le più primitive forme di scrittura draconiche, suggerendo che questi esseri fossero presenti alla comparsa dei draghi e abbiano trasmesso loro il linguaggio – eventi risalenti non a migliaia, ma addirittura a milioni di anni prima della comparsa del genere umano. Che fine abbiano fatto non è dato saperlo, ma le prove della loro semplice esistenza sono sufficienti a rivoluzionare la storia ufficiale di Corown e le convinzioni degli esseri umani che vi vivono oggi.

Altri continenti

Quello euriano è solo uno dei continenti presenti su Corown, e non rappresenta affatto la totalità delle lingue esistenti. Più ci si allontana, tuttavia, più gli idiomi degli altri popoli si fanno oscuri e sconosciuti anche agli studiosi.

A sud di Greyven si trova il desertico Sherazade, dove la lingua principale è lo sherazadiano. La lingua, una forma di arabo, è ben conosciuta tra i mercanti che percorrono le rotte commerciali.

Altrettanto non vale per le terre che si trovano oltreoceano, in buona parte ancora inesplorate. Il continente più vicino è il Mei-Lun, dove si parla una lingua di matrice orientale quasi sconosciuta nell’Euras. Le prime testimonianze che se ne hanno provengono da Myr Soleardente che avrebbe raggiunto queste lontane sponde durante i suoi viaggi, riportando poi in patria le arti del Radiant. Da allora pochi hanno raggiunto questi luoghi, e molti di loro non sono mai tornati.

Quasi nulla è noto sul continente di Aztlan, dove si dice che vivano forme di vita bizzarre e dall’aspetto decisamente alieno… territori lontani come questi aspettano ancora di essere scoperti, e possono nascondere segreti che vanno ben oltre la scoperta di nuove lingue.

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