Le origini segrete di Darkwing – 2° parte

< Leggi la 1° parte

Duckwing

Il 2003 fu per me un anno di profonda crisi. Soprattutto fu un anno di profondi cambiamenti. La diversità di vedute con la Disney mi spinse a staccarmi definitivamente dalla passione per PK e ad abbandonare PKers, il che mi creò un periodo di sconforto, ma mi permise anche di sgombrare la mente da interessi infantili e concentrarmi sui miei obbiettivi professionali; inoltre mio padre fu colpito da un gravissimo infarto, che fece passare a me e a mia madre un’estate tremenda. I primi otto mesi di quell’anno cerco ancora di dimenticarli.

Però iniziai anche a dedicarmi di più a PK Fantasy, pensando a come renderlo qualcosa che fosse davvero mio, e questo mi aiutò a tener testa ai miei problemi. Nel frattempo avevo iniziato a muovere i primi passi nel campo della colorazione digitale, studiando da autodidatta, attività che in seguito sarebbe diventata per me un mestiere.

Duckwing-cover

Può il Male salvare il mondo dalle tenebre? TUTUTUUUUU… tututu!!!

Il primo passo per trasformare PK Fantasy in un progetto indipendente fu naturalmente rimpiazzare il protagonista con un personaggio originale, che raccogliesse l’eredità spirituale del Paperinik che avevo sempre immaginato. Ma come chiamarlo? Rita ebbe un’idea meravigliosa: “Beh… prima il protagonista era PK… sembrano quasi le iniziali di un nome. Che ne dici di Peter Klein?”

E fu; il titolo divenne acronimo di Peter Klein Fantasy (ugh!). Per rendere omaggio alle origini della serie lasciai sparsi in giro di proposito alcuni piccoli riferimenti a PKNA. Ad esempio, una volta deciso che il protagonista doveva avere 33 anni, ambientai la storia nel 2029, sia per giustificare l’invenzione di un futuristico generatore energetico che sostituisse l’esperimento di Carpe Diem, sia per far sì che Peter fosse nato nel 1996: l’anno esatto in cui uscì il numero zero di PK. Iniziai quindi a ridefinire la trama, che a quel tempo era ancora molto vaga, per renderla del tutto indipendente da qualsiasi collegamento con i fumetti Disney.

Ovviamente questa transizione non avvenne da un giorno all’altro, ma fu frutto di una graduale, profonda, a volte addirittura sofferta evoluzione. Ad esempio, il protagonista era ancora un papero! Ecco qui il primissimo schizzo di Peter, in seguito perfezionato attraverso numerosi studi.

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Primissimo studio di Peter Klein

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… dopo un po’ di chirurgia plastica…

Peter-duckwing

… beh, ora ci siamo! (Quasi)

Anche Lidia, Lyse e Lerryt conservavano ancora il design iniziale. Tuttavia iniziammo a rielaborarli per dar loro proporzioni più realistiche.

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Passare da uno stile Disney a…? 

Studi vari di Rita Micozzi, Matteo Vattani, Nicolò Assirelli e Beatrice Penco Sechi

Siccome le buone fanfiction sono come il maiale (non si butta via niente) e Peter aveva bisogno di una nipote, ne rimediammo una di seconda mano, ma ancora nuova di pacca, in una fan fiction di PK ideata da Rita Micozzi nel 2002, Reportage, che aveva come protagonista originario Stefan Vladuck/Camera 9 e due personaggi da lei inventati: il ladro Kat e l’hacker T@lita alias Amanda Adams… che venne inserita in questa nuova storia rimanendo molto fedele all’idea originale di un’adolescente ribelle e geniale con uno spiccato talento per l’informatica.

Quella di abbandonare la raffigurazione dei protagonisti come paperi fu una scelta progressiva che richiese un periodo sorprendentemente lungo, perché mi sentivo molto legato al concept iniziale; prima passai attraverso varie versioni per giustificare il loro aspetto, anche un po’ bizzarre. Ci sono i paperi sulla Terra? Ma così sembrava Howard the Duck. Ci sono solo su Corown ma lui si trasforma? Per un certo periodo adottai questa soluzione, anche se un po’ forzata. Questa fase di incertezza produsse una manciata di studi in cui vediamo un Peter in versione papero che lavora come responsabile della sicurezza sulla Terra, alla EnerFed (che all’epoca si chiamava Datasyn).

Ben prima di approdare definitivamente alla sintesi “umana”, che dava a tutto il progetto un tono più credibile, decidemmo di cambiare il titolo; PK Fantasy suonava troppo generico e creava un collegamento ovvio con PKNA che rischiava di causare dei problemi, così, sempre intorno al 2003, decidemmo di chiamarlo Duckwing. Elaborai perfino un logo che rimase in uso per diversi anni.

A questo punto pensavamo di farne una serie a fumetti; Rita, su una mia sceneggiatura, aveva già realizzato le matite di un primo episodio pilota, che potete leggere qui. Ci tengo a precisare però che la versione pubblicata sul blog non è quella originale, in quanto le tavole furono modificate alcuni anni più tardi quando decidemmo di adottare un protagonista umano. Quando fu disegnato questo pilota, Peter aveva ancora il becco. (in verità le prime due o tre tavole risalivano addirittura a PK Fantasy ed erano già state rimaneggiate per inserire Peter al posto di Pikappa!)

Verso l’assetto attuale: la nascita dei Solar

assirelli_pkf_kai2Nel periodo 2004-2005 il progetto attraversò un vero e proprio Big Bang creativo che lo portò ad assumere una forma molto simile a quella attuale. Il punto di svolta fondamentale fu la creazione dei Solar, che non ricordo esattamente quando avvenne, ma probabilmente nel 2004 dato che l’anno successivo avevo già tutti i personaggi principali completamente delineati.

Infatti i Solar in PK Fantasy non esistevano, e Kai era solo un monaco guerriero taciturno e introverso che apparteneva a un sotto-ordine dei Toras, che si univa al gruppo di Paperinik per vegliare sulla Spada. L’unico ad essere già citato era Drago Assopito (così nominato in omaggio al personaggio di Everett Ducklair/Drago Dormiente), che nella fanfiction era semplicemente un eremita da cui Pikappa doveva recarsi affinché lo liberasse dalla maledizione. Nel tempo però il personaggio di Kai aveva iniziato a maturare e desideravo valorizzarlo di più, da qui la scelta di creargli altre relazioni.

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Primissimo studio di Lilian

I Solar nacquero principalmente perché volevo affiancargli un interesse romantico che bilanciasse in positivo l’influenza tentatrice di Sindel, a cui Kai nelle prime versioni era maggiormente legato. Dapprima quindi creai Lilian, una giovane mezz’elfa sua ex allieva che usava tecniche basate sull’agilità. Questo personaggio, inizialmente destinato a un ruolo marginale, mi prese più di quanto immaginassi e mi diede lo spunto per creare altri guerrieri simili basati sugli elementi. Definimmo quindi i primi studi anche di MarisSamir e Gabos, mentre Drago Assopito divenne il loro mentore.

Fu come se quei personaggi fossero sempre esistiti e avessi solo dimenticato di inserirli. Non dovetti compiere il minimo sforzo affinché prendessero vita nella mia fantasia. Nel giro di una singola, entusiasmante serata nacque tutta l’idea dei Solar, un ordine di monaci guerrieri suddivisi in scuole di arti marziali basate sul controllo dei vari elementi; ma anche il concetto più profondo dei radianti, una razza di persone nate con poteri straordinari che per trovare accettazione nella società venivano spinte a combattere sotto i vessilli della potente chiesa toriana, e per questo perennemente in conflitto tra la loro natura umana e la loro missione di guerrieri consacrati. Da lì nacque anche tutta l’idea della Via del Radiant e dei Solar come un’organizzazione estesa a livello globale, così come le armature sacre che mi diedero modo di definire il background della Guerra dei Sette Occhi. Fu una vera e propria reazione a catena che diede a Duckwing quell’elemento di stabilità interna che ancora gli mancava; i Solar sarebbero diventati gli alleati alla base delle avventure di Peter e compagnia.

In verità questo filone finì per coinvolgermi così tanto, che durante un certo periodo mi resi conto che stava superando per importanza la storia di Peter stesso, al punto che mi chiesi se Duckwing non dovesse essere risolto solo come uno story arc da inserire in una saga più ampia che aveva proprio i Solar per protagonisti. Vi confesso che quest’idea mi ha tentato molto! Alla fine mi assestai più o meno su un livello di parità, con Peter come protagonista e i Solar come coprotagonisti principali assieme al gruppo iniziale formato da Lidia e Tom, e Kai che stava un po’ nel mezzo. Anche l’introduzione del Sole Oscuro, una setta di monaci malvagi antitetica ai Solar, fu un passo logico breve.

In quel periodo così prolifico diedi forma a quasi tutta l’ambientazione di Corown e stesi il primo soggetto completo della serie, che era sviluppato però con l’idea di farne una serie a fumetti, quindi con un carattere fortemente episodico. Se ne ravvisano tracce particolarmente nel primo libro, che essendo più legato al prototipo originale ha ereditato questa struttura. Proprio alla fine di questo periodo si colloca lo storico passaggio ai protagonisti umani.

A questa fase appartiene anche il secondo e definitivo cambio del titolo in Darkwing, che fu deciso per tagliare definitivamente il cordone ombelicale con le radici disneyane del progetto. Questo titolo era simile al precedente, ma aveva un suono più potente e interessante, mentre Duckwing sapeva di parodia. Per l’appunto però, questo avvicendamento divenne oggetto di un gioco di parole all’interno del romanzo che alla fine ho scelto di mantenere per restare fedele alle radici del progetto. Anche i paperi sono rimasti, ma come parte della razza degli aviani, a loro volta inseriti nel concept più ampio di un mondo popolato da innumerevoli razze antropomorfe.

Continua nella 3° parte >

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