Lidia restyle

Stiamo dando al design dei personaggi di Darkwing una rinfrescata generale. Ecco il nuovo model di Lidia! Qui trovate la sua scheda personaggio con le nuove immagini a corredo.

We’re giving the characters of Darkwing a much needed overhaul. Here’s Lidia’s new model sheet! And here‘s her file with the new images.

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Aggiornamento alla Bibbia di Darkwing

Nella sezione Società della Bibbia di Darkwing troverete due nuove voci con tutte le informazioni sul calendario euriano e la valuta.

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I segnalibri promozionali di Darkwing

Li stanno distribuendo nelle librerie in questi giorni. Eccoveli in versione stampabile!

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La nuova cover de La Spada dai Sette Occhi

Amavo molto la copertina originale della Spada dai Sette Occhi, e quando dall’editore è arrivata la richiesta di rimpiazzarla con una che rispecchiasse maggiormente il contenuto del libro, devo ammettere che un po’ ho sofferto al pensiero di cambiarla. Eppure posso dirmi sinceramente soddisfatto della nuova versione; e poi una nuova linea grafica è quello che ci vuole per festeggiare l’uscita in libreria!

Ute Libri si è dimostrata da subito molto collaborativa nel permetterci di curare l’aspetto artistico del progetto (cosa che tradizionalmente esula del tutto dalla sfera di competenza dello scrittore… ma per noi che siamo “specialisti” hanno fatto un’eccezione!). Scartata l’ipotesi di una copertina fotografica, io e Rita abbiamo elaborato una serie di proposte.

Questo bozzetto si ispirava ai capitoli finali del primo libro, con il viaggio nella foresta di Silentwood e la battaglia con lo stregone Korvan. Il concept intendeva giocare visivamente sul titolo “Darkwing” usando le ali nere dello spettro sullo sfondo quasi come se appartenessero al protagonista.

Un concept alternativo presentava un primo piano di Peter con Lyse riflessa nella lama della Spada dai Sette Occhi.

Il concept scelto alla fine è stato quello suggerito da Ute, con il protagonista “diviso” tra la Terra e Corown. Questo primo sviluppo aveva però un drammatico problema: la spada davanti al viso di Peter lo copriva generando un effetto “facepalm” che rasentava il ridicolo. Così l’abbiamo rielaborata in questo modo:

Decisamente meglio, no?

La quarta di copertina è stata una sfida interessante, desideravamo trovare un modo per mantenere lo spirito della cover originale inserendo Lyse, ma allo stesso tempo è emersa l’esigenza di dare al libro una veste grafica unificata che potesse essere ripresa anche nei prossimi volumi. Alla fine ci è venuta l’idea di riutilizzare parte del secondo bozzetto e mettere in quarta la Spada, lasciandola fissa anche sui prossimi libri della serie, cambiando però di volta in volta il personaggio riflesso sulla lama.

Il personaggio riflesso non sarà l’unico dettaglio a cambiare nei prossimi libri, ce n’è un altro ma… lo lascio al vostro spirito di osservazione!

Lo schizzo è quindi passato nelle mani di Federico che ha rielaborato tutto in digitale. Ed ecco qui il risultato!

 

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Il Mondo di Darkwing è su Facebook

… con un’esclusiva anteprima della nuova copertina. Che aspettate? Dirigetevi su http://www.facebook.com/worldofdarkwing e cliccate su “Mi piace”! 😉

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Siglato l’accordo con Ute Libri

La nuova Ute Libri pubblicherà Darkwing.

Si tratta di un accordo lungamente atteso che porterà finalmente Darkwing al di fuori del circuito dell’autoproduzione per farlo approdare in libreria. Il primo libro della serie, La Spada dai Sette Occhi, sarà distribuito in tutti i principali circuiti librari e anche in formato ebook.

La nuova edizione si avvarrà di una cover nuova di zecca realizzata dal bravissimo Federico Musetti, su un concept sviluppato da noi. Il testo è stato sottoposto a un nuovo editing, che ne ha migliorato alcuni aspetti lasciandone però sostanzialmente invariati i contenuti.

Non c’è ancora una data di uscita precisa, ma la distribuzione dovrebbe partire in ottobre.

A presto con alcune anteprime!

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“Show, don’t tell” – Il raccontato visivo

Di recente mi è capitato di leggere molti articoli contenenti dei consigli per migliorare la propria tecnica di scrittura. Alcuni, in particolare quelli del celebre blog Gamberi Fantasy, mi hanno colpito per l’analisi penetrante di argomenti che spesso danno filo da torcere allo scrittore inesperto, facendomi rendere conto di alcuni errori che anch’io ho commesso diverse volte. Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti che anche gli scrittori più navigati commettono errori di tecnica anche gravi; non essendo io uno di loro, penso che ripassare non mi faccia male.

In particolare vi segnalo i seguenti, che tutti insieme formano già un ottimo manuale essenziale di buona scrittura:

Ce ne sono parecchi interessanti anche su Fantasy Eydor, anche se questi li ho trovati un po’ meno oggettivi e ricchi di divagazioni.

Non potrei in alcun modo spiegare gli stessi argomenti meglio degli autori (o delle autrici) originali di questi post, perciò vi rimando prima di tutto a una loro lettura approfondita; anche se in alcuni passaggi mi sembra che gli articoli diventino eccessivamente fiscali, in generale condivido in pieno.

Riepilogo brevemente soltanto il concetto di “Mostrare, non raccontare“, fondamentale per quanto segue: un narratore dovrebbe cercare di mostrare ciò che sta accadendo invece che limitarsi a riferirlo, in modo da suggerire alla mente del lettore immagini vivide, non concetti generici privi di interesse. Ad esempio, se dico “Sindel era una guerriera crudele” dico una frase insipida, che non suscita alcuna emozione; se invece mostro nei dettagli che terminato il saccheggio di una città Sindel si diverte a infilzare i neonati sulle picche, ho fatto vedere al lettore quanto lei sia crudele e difficilmente se lo scorderà. Raccontare può andar bene, ma andrebbe riservato ad alcune situazioni specifiche in cui è più utile, ad esempio per accorciare delle fasi lunghe o per non annoiare il lettore soffermandosi su azioni ripetitive compiute dai personaggi.

Il nonno può limitarsi a raccontare, lo scrittore deve sbattersi di più…

“Raccontato, vade retro!”, allora? Non proprio. Gli articoli segnalati trattano il raccontato essenzialmente come una forma di narrazione di ripiego, a cui andrebbe sempre anteposto il mostrato; secondo questa tesi il raccontato è un’interruzione della storia, da evitare per non interrompere l’immedesimazione del lettore. Che succede però se io decido di raccontare, ma voglio comunque mostrare?

Succede che entra in gioco una particolare tecnica di cui io personalmente mi servo spesso, che mi piace chiamare “raccontato visivo” (chiaro che non ho inventato niente, è solo il mio modo di spiegarla). Si tratta di una forma di raccontato in cui al lettore sono comunicate immagini specifiche come accade nel mostrato.

Questa tecnica ibrida ha il vantaggio di rendere la narrazione più spedita fornendo comunque dei dettagli che permettano al lettore di visualizzare ciò che accade. Non è solo un “saltare in avanti”, quindi, perché non si perde di vista la scena in favore dell’evento; ma poiché non è più necessario descrivere ogni dettaglio, usare questa scappatoia ci permette, di tanto in tanto, di alleggerire la narrazione. Basta non abusarne.

Per intenderci, è la stessa differenza che passa tra saltare al capitolo successivo di un DVD e mandare avanti veloce il film. Se saltiamo solo avanti perderemo tutte le immagini di quel capitolo, ma se usiamo il fast play vedremo dei fotogrammi, potremo magari fermarci per assistere a un intermezzo e poi ripartire.

Se proprio dobbiamo saltare avanti, meglio il fast play per non perdere la trama.

Prendo come esempio questo estratto da La Spada dai Sette Occhi:

“Dalle tredici alle quattordici [Peter] gustava il pranzo preparatogli da fratello Brodo, che in genere consisteva in un cinghiale adulto intero al giorno (o un fagiano in alternativa) come piatto fisso, più altri “stuzzichini” per smorzare l’appetito. Dopo un paio di giorni Peter iniziò a mangiare da solo, non perché emarginato dai frati ma perché per appoggiare il suo cibo occorreva un tavolo intero. Ostinatamente convinto che avesse un gargarozz ulcerante nello stomaco, Sedram si curava personalmente di benedire ogni sua pietanza e santificare la sua acqua nella speranza di liberarlo da quella contrizione. Durante il primo mese di addestramento si registrarono due tentativi di avvelenamento di Peter da parte di Brodo e successivamente un tentativo di suicidio dello stesso, tutti falliti. Fratello Durin si assunse il compito di riportarlo sulla retta via… dello spirito.

Fino alle quindici, Peter si godeva un riposino sacrosanto, preferibilmente sull’erba. Landar e Lyse partecipavano sempre con viva solidarietà a quella parte dell’allenamento. Spesso sostavano nel giardino sdraiati contro le ossa del Teraskar, nei pigri pomeriggi soleggiati che offriva la campagna candralese, ascoltando il rumore del vento che soffiava tra le spighe di grano e conciliava il riposo. Peter sonnecchiava tenendo una pagliuzza tra le labbra, mentre Lyse gli preparava dei riassunti dei tediosi testi che Galem gli dava da leggere e Landar brucava l’erba grassa e saporita. […]”

Questo è un perfetto esempio del mio personale modo di usare il raccontato visivo. A tutti gli effetti, questa parte è raccontata, ma non trascura di dare delle immagini! Io non mi limito a dire “Peter mangiava a quattro palmenti, poi si riposava sul prato”. Il lettore vede Peter seduto a un tavolo circondato da montagne di schifezze, vede padre Sedram che si ostina a benedire le sue pietanze, vede Peter che sonnecchia sul prato con una pagliuzza in bocca. Anche se non mostro queste cose in presa diretta, faccio in modo che si possa immaginarle.

Possiamo anche inserire linee di dialogo, che spezzeranno ulteriormente il raccontato. Ecco un altro esempio:

“Dalle sette alle otto aveva le lezioni di equitazione con Landar. Salvo per i pasti e la siesta, quella era la parte più piacevole di tutto l’addestramento, in quanto Lyse aveva insistito a morte con Galem per tenere lei quelle lezioni, adducendo come motivazione che soltanto lei sapeva come governare il cavallo elfico, finché l’abate esasperato non aveva acconsentito. Lyse era una provetta cavallerizza e, a differenza dei Toras, un’insegnate clemente e spiritosa, sebbene per certi versi altrettanto inflessibile. Gli inizi furono piuttosto goffi e Peter collezionò figure meschine in abbondanza, anche per via dell’atteggiamento smargiasso di Landar che si divertiva a illuderlo per poi disarcionarlo.
− È colpa tua Peter, devi fargli capire chi è il capo. − gli ripeteva Lyse. Peter dapprima si era lanciato in un’imitazione da cowboy dei film western, strattonando le redini e colpendo i fianchi dell’animale con i talloni; atteggiamento che non aveva fatto che indispettire di più Landar. Lyse gli aveva spiegato allora che quello era un modo da fare da pastoraccio, che non era appropriato per stabilire i ruoli di comando e che poteva ottenere solo di innervosire l’animale, considerando anche che Landar era un cavallo elfico e quindi, in quanto tale, particolarmente intelligente e presuntuoso. Era probabile che nella sua mente Landar vedesse se stesso come l’elemento dominante del loro duo. Prendendo il suggerimento alla lettera, Peter trascinò un treppiedi con una pergamena stesa sopra nel giardino del monastero e disegnò accuratamente la struttura di comando per spiegarla al cavallo.
− Vedi, Landar? Umano sopra, cavallo sotto. Umano comanda, cavallo obbedisce. Specie dominante, specie sottomessa. Ci riconosci perché abbiamo il pollice opponibile. È facile! − spiegava con la massima convinzione, tracciando segni con un carboncino. Quel che ottenne fu scoprire che a Landar piaceva masticare la carta pergamena. […]”

Attraverso l’inserimento di questi due semplici frammenti di parlato ottengo di “restare addosso” ai personaggi. Sto riferendo dei fatti, quindi è comunque raccontato, ma viene stemperato, perciò non è più un raccontato impersonale.

Il raccontato, quindi, non dev’essere per forza un’interruzione della storia; può essere usato per accelerarla, ma senza defenestrare il lettore!

Alla prossima!

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Da Corown a Finisterra

Vi segnalo oggi un altro progetto interessante: il ciclo di Finisterra, col suo primo libro, Le Sorgenti del Dumrak, e un secondo di prossima uscita. Si tratta di una saga fantasy tutta italiana nata dall’iniziativa di un gruppo di giovani scrittori che merita senz’altro attenzione.

L’opera, pubblicata da Edizioni Domino, è disponibile anche in una comoda versione ebook.

Qui il blog degli autori con maggiori dettagli sul progetto: http://xomegapfinisterra.blogspot.it/

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Curiosità: il “Pilot” a fumetti di Darkwing

Oggi voglio condividere con voi una chicca dal passato: una vecchia versione a fumetti di Darkwing!

Questo pilota di 15 tavole, realizzato da me e Rita nel lontano 2004, propone fedelmente la sequenza iniziale del libro. Era il periodo, infatti, in cui si pensava di realizzare Darkwing come un comic book. OK, lo ammetto, le tavole non erano ancora un granché, le prospettive e i personaggi sarebbero da riguardare, per non parlare dei dialoghi… in fondo, eravamo ancora esordienti! Ma lo spirito di oggi è lo stesso di allora… perciò, ecco a voi questo inedito assoluto.

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Intervista su Cartoonmag.it

Il sito Cartoon Magazine ha pubblicato una mia intervista in cui rispondo anche a diverse domande su Darkwing. Potete leggerla qui: http://www.cartoonmag.it/news/davide-cencini-scrittura-e-fumetto-i-miei-amori-sin-dalladolescenza.html

Read my interview on Cartoon Magazine here: http://www.cartoonmag.it/news/davide-cencini-scrittura-e-fumetto-i-miei-amori-sin-dalladolescenza.html (italian only)

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